Scuola in quota

L’esperienza della “Scuola in Quota” è stata davvero fantastica: con le quattro classi delle medie sono andato dal 12 al 15 febbraio a Lavarone, un paese vicino a Folgaria, in Trentino Alto Adige, al confine con la nostra regione veneta. Ad accompagnarci fratel Flavio e fratel Fausto oltre ad alcuni nostri insegnanti: la prof. Anedda, la prof. Corletto, la prof Pilotto, la prof Zardin (ammalatasi lassù tra le alture) e i prof Sette e Pozza.

Abbiamo alloggiato all’ Hotel “Romanda”, alle porte del paese, distante 2 chilometri circa dagli impianti sciistici: una posizione splendida avendo il piccolo lago di fronte ai nostri occhi. Siamo partiti da Paderno mercoledì 12 alle 7:30 di mattina, ci siamo recati agli impianti sportivi della scuola per inserire nell’autobus di Paolo, dell’agenzia Zanconato, le valigie e le attrezzature da sci. Arrivati all’hotel verso le 9:15, abbiamo depositato le valigie in camera e, poi, ci siamo recati alle piste. I maestri ci hanno fatto fare una discesa per vedere come sciavamo per poi dividerci in gruppi.

I miei compagni ed io siamo stati affidati a Simone, un maestro di sci molto simpatico e, siccome aveva la “S” moscia, ogni volta che parlava scoppiavamo a ridere. Dopo aver fatto le due ore col maestro ci siamo fermati a mangiare allo “Chalet Cimone” tutti insieme. Succesivamente Ludovica, Viola ed io siamo andati a fare un giro per le piste. In seggiovia, nel trasferimento da una parte all’altra della montagna, le mie compagne hanno inventato dei nomignoli per la mia famigliola: “Bagheno e Baghena con i Baghigli e la Baghelpa!”. Sciando con loro ho rafforzato il rapporto e ho capito che, in compagnia e fuori dalla scuola, hanno un modo diverso di esprimersi e sono più simpatiche rispetto a quando sono dentro l’ambiente scolastico perché sono più tese e nervose per le verifiche. Alla sera in albergo abbiamo fatto, come si può anche immaginare, un po’ di confusione e così i prof ci hanno lasciato la porta della nostra camera aperta.

Il giorno dopo, facendo i salti nello snowpark, sono caduto all’indietro facendomi un po’male alla schiena. Non fosse bastato, nel pomeriggio altri miei compagni con lo snowboard si sono fatti male ai polsi e alla schiena. In questi giorni fantastici ho imparato anche a scivolare con gli sci sui rail e i box, pezzi di ferro impiantati nella neve. Andando su e giù per le piste ho incontrato i miei compagni snowbordisti e sono salito in seggiovia con la Virginia; all’inizio quando ci siamo conosciuti alle scuole elementari non parlavamo quasi mai, ma dopo questa esperienza il rapporto tra noi due è cambiato e abbiamo scherzato e riso tutto il tempo! Alla sera di giovedì ci siamo trasferiti a Folgaria, a una decina di chilometri da Lavarone, nel palaghiaccio per pattinare: qui ci siamo divertiti tantissimo, abbiamo fatto tante cadute ma nulla di grave! Siamo ritornati in albergo stanchissimi e in camera, Giovanni, Andrea, Riccardo ed io ci siamo guardati “Mistero e le superstizioni di Adam Kadmon”. Ci è, poi, arrivata la notizia che nel pomeriggio i nostri compagni di escursioni si erano persi e hanno chiamato il soccorso alpino e la polizia , i quali li hanno portati all’albergo con le motoslitte e i camioncini, Venerdì 14, non avevo tanta voglia di sciare perché eravamo stanchi dalle giornate precedenti ma appena i miei compagni ed io abbiamo saputo che la sera si andava con i gommoni sulla neve ci siamo emozionati e non vedavamo l’ora.  Verso le nove di sera ci siamo recati negli impianti sciistici in località Bertoldi dove si trovavano i gommoni. Ci siamo divertiti tantissimo e siamo tornati in albergo letteralmente sfiniti. Il giorno dopo, sabato, l’ultimo di questa esperienza, è stato molto bello anche perché abbiamo portato una nostra compagna sul monte Vezzena e ha fatto un pezzo della pista nera ma non si ricordava bene che bisognava svoltare a destra per ritornare a Lavarone e nella confusione è caduta. Anch’ io sono caduto molte volte anche se sono bravo a sciare: quella più strana è stata quando il mio sci dopo un salto si è staccato e mi ha fatto rotolare per un po’ di metri. Siamo tornati in tempo a Lavarone per depositare gli sci nell’autobus e tornare in albergo per prendere le valigie e cambiarsi per il viaggio di ritorno. Facendo un bilancio di questi quattro giorni sulla neve posso dire che mi sono divertito tantissimo anche perché è il primo anno che ci vado da quando sono al Filippin e non ho nessun dubbio nel dire che ripeterei quest’esperienza un’altra volta!!!