La Campestre

Da giorni pioveva e già si pensava al rinvio della gara. “ No, la faremo giovedì, come stabilito, perché le previsioni metereologiche per quel giorno parlano di schiarite nella mattinata”, ha sentenziato, il giorno prima della gara, l’insegnante di Educazione Fisica.

E ha avuto ragione. Il cielo della mattina di giovedì è chiazzato di azzurro e la temperatura è mite. All’ora stabilita (11.50) gli atleti sono pronti alla partenza.

Ma a dir la verità non è un bel vedere questa partenza : dei 100 e più atleti previsti se ne contano una trentina ; alcune classi sono state “fermate” in aula, perché sottoposte a “verifiche” (ma non si sapeva da 15 giorni la data della Campestre?); diversi studenti hanno dichiarato all’ultimo momento “malesseri” (poco credibili); uno stillicidio. Comprensibile la delusione dei docenti Martina e Stefano.

E sì che l’attività sportiva è sempre stata “il fiore all’occhiello” al Filippin.

Se tutti gli studenti devono seriamente preparare le verifiche programmate dai vari docenti ed essere presenti nel giorno della prova, perché questo non succede per gli impegni programmati  dagli insegnanti di Educazione Fisica?

Una “quaestio” assai seria.

Torniamo alla gara.

Prendono il via due gruppi striminziti (Biennio e Triennio) ; due giri del percorso i primi, tre i secondi. Il percorso non è proibitivo : si gira attorno ai vari impianti sportivi, seguendo tratti erbosi e viali asfaltati; si passa il sottopassaggio per entrare nel parco antistante gli edifici scolastici; si ritorna nella zona degli impianti sportivi, per buttarsi nella tortuosa fase finale.

Per i primi ottocento metri i ragazzi hanno un passo abbastanza “atletico”; poi solo poche individualità hanno fiato per arrivare sprintando al traguardo; gli altri, boccheggiando, mantengono ritmi più blandi, quasi da passeggiata ( complici sigarette e scarsa attività sportiva).

Complimenti per i primi classificati e “onore delle armi” per coloro che hanno concluso la gara.

Si è persa un’occasione per mettere in mostra la vitalità e la freschezza della nostra gioventù.

Speriamo di rifarci in primavera con una Campestre affollatissima, che esalti davvero la nostra “mejo  joventù”.