Pellegrinaggio commemorativo a Cima Grappa

 

All’alba, sbirciando dalle imposte il cielo, tiriamo un sospiro di sollievo: c’è l’azzurro; le previsioni si sono avverate, nonostante la pioggia insistente del giorno prima.

Grappa 2Il prof. Rampado, il regista della “spedizione”, chiama a raccolta i ragazzi in tenuta turistica; fa l’appello dei gruppi che devono salire sui quattro pullman, schierati sul piazzale antistante l’ingresso.

Allegria e spensieratezza illuminano i volti degli studenti, nonostante l’ora mattutina: sarà un “pellegrinaggio” storico-patriottico, ma non togliete loro l’euforia della vacanza.

Un’ora e un quarto si salita, percorrendo una ventina di ripidi tornanti; all’arrivo (m.1750) ci accolgono il sole e un estasiante panorama 360 gradi; ma per poco,però, perché ci sono in agguato nuvole basse, sospinte da un freddo venticello che ti obbliga a coprirti.
Grappa 5Quattro guide (gagliardi e preparati alpini di vecchia guardia) si prendono subito cura dei gruppi già predisposti e danno inizio alla “lezione commemorativa”, prima di percorrere la strada che porta al maestoso monumento del Sacrario e di visitare le tracce ancora “vive” della “grande guerra”.

Il perché di quella “assurda” guerra, perché l’Italia fu coinvolta, il fronte italiano nel 1917 dal Pasubio al Piave, le micidiali armi da fuoco e la guerra di posizione, le condizioni disperate dei soldati…Caporetto e l’ultimo e decisivo sbarramento dal Piave al Monte Grappa, l’eroica resistenza d’una intera nazione…e la vittoria e l’armistizio di Vittorio Veneto.

Un’articolata lezione che ha meglio chiarite le nozioni impartite agli studenti dai docenti di classe nei giorni precedenti la visita.

Grappa 8Ai piedi del Sacrario si sosta per ammirare l’imponenza del monumento, costruito negli anni Trenta del Novecento (1935) per accogliere le spoglie dei tanti e tanti italiani  caduti sul Massiccio del Grappa(13 mila circa), i cui nomi ( dei soldati riconosciuti) sono scolpiti su lapidi di bronzo sistemate sulle pareti dei cinque grandi gradoni, a forma circolare che portano verso la Cappella della Madonnina del Grappa, che si trova sulla spianata più alta. Qui sostiamo in preghiera.

“Signore della pace, da questo monte, teatro di sofferenze e di morte per tanti tuoi figli, caduti innocenti, a causa di insensate pretese di uomini prepotenti, insegnaci a rispettarci e a volerci bene. Fa’ che siamo operatori di pace e di amore, come tua Madre, qui onorata come Madonnina del Grappa, a cui chiediamo la sua materna protezione.”

Un po’ più silenziosi percorriamo la Via Eroica che ci conduce al Portale Roma, al di là del quale c’è l’Ossario dei sodati dell’esercito austro-ungarico, caduti su quelle montagne ( allora considerati “nemici da abbattere”; che stoltezza la guerra: siamo tutti fratelli, figli dello stesso Padre creatore.)

La lapide del soldato austriaco Peter Pan incuriosisce molto i ragazzi : storia d’un ragazzo appena sbocciato alla vita e di lei innamoratissimo, viene falciato dalla morte, incurante sei suoi sogni.

Grappa 3Non rimane che visitare le “gallerie” che si ramificano all’interno della parte finale della Cima del Grappa, con sbocchi verso l’esterno, ove erano sistemati dei cannoni, puntati sul fronte austriaco. Intelligente opera di strategia militare che ha reso imprendibile la Cima Grappa da parte degli Austriaci.

Ormai siamo alla fine del nostro mesto pellegrinaggio.

Prima dello “sciogliete le righe”, ci viene proiettato, in una comoda saletta di proprietà dell’esercito italiano, un interessante filmato (tutti documenti dell’epoca) sulle operazioni militari italiane dal Piave al Monte Grappa negli anni 1917-1918.

Impressionante : uomini giovani e forti, ricchi di affetti e di sogni, costretti a maneggiare strumenti di distruzione e di morte, a obbedire ciecamente, pena la fucilazione, convinti dalle necessità a rischiare la vita per la maltrattata e martoriata patria ( che per loro voleva dire la propria casa e la propria famiglia), a causa di insulse e bieche rivalse economiche politiche !

Per 600.OOO di questi uomini quella guerra fu la loro tomba per sempre.

“ A quando, o uomo, spezzerai per sempre
spade e fucili
per maneggiare aratri e trebbiatrici,
coltivando in pace gli affetti
che ti illuminano e ti riscaldano la vita?”

 E’ l’ora del “rancio”. L’aria frizzante e gli spostamenti su e giù per scalini, lastricati e camminamenti sotterranei hanno stuzzicato l’appetito. Seduti sui tavoli antistanti l’albergo Cima Grappa i nostri giovani svuotano in breve chi il packet formato familiare, chi quello collegiale; tra una chiacchiera e l’altra si godono il panorama della pianura che si distende là sotto dal Piave ai Colli Berici.Grappa  6Grappa 7

Il rientro. Che cosa si portano via i nostri giovani ? A chiederlo, sono vaghi i ricordi della giornata vissuta lassù ; colpiti più dalle “ cose” che dal drammatico evento bellico ( forse non hanno avuto il tempo per rifletterci su, complice la spensierata giovinezza ). Speriamo che presto capiscano quanto è bella la loro giovinezza, adoperandosi per un mondo migliore in tutti i sensi e per tutti.

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